Salute

Il diritto alla salute

3 Mins read

Il diritto alla salute è oggi fortemente messo in discussione nella sua concreta  affermazione tant’è che la sanità è individuata come una PRIORITA’ da affrontare da tutte le forze politiche, certo con approcci molto diversi.

Noi pensiamo che la salute della persona sia un diritto prioritario, certo come altri, e deve essere sempre al centro  delle preoccupazioni principali di tutte e di tutti a cominciare dalle istituzioni ad esso preposte.

La riflessione odierna deve poi partire ovvero non può prescindere dalla drammatica esperienza pandemica perché da essa si sta cercando di uscire con alcune consapevolezze rispetto agli indirizzi da seguire.

E ripetiamo c’è una sanità pre Covid e ci deve essere una sanità post Covid! Cerchiamo di riportare allora  qualcuno degli indirizzi sopra ricordati, certo  senza nessuna pretesa di esaurimento.

1- Innanzitutto la necessità di rafforzare la ricerca = ci siamo abbastanza salvati grazie alla individuazione celere  di un vaccino frutto della ricerca.

2- la scelta netta di salvare e rafforzare la sanità pubblica. In questo contesto assume  rilevanza sostanziale  il  benessere, la qualificazione e l’aggiornamento e l’aumento  del personale sanitario, di quel personale sanitario messo a durissima prova con il covid 19.

3- la radicale modifica dell’assetto organizzativo del servizio sanitario e delle scelte corrispondenti alla triade prevenzione-cura-riabilitazione. In questo quadro  si è acclarato in modo plastico in tutta Europa la necessità di avere una medicina di prossimità ovvero di sviluppare quella che viene definita medicina territoriale con gli investimenti all’uopo conseguenti.

A fronte di questo semplice riporto delle indicazioni scaturite dalla pandemia subita, dobbiamo chiederci a che punto siamo della vicenda sanitaria  e questo ci piace farlo soprattutto all’indomani del Decreto Ministeriale 71/2022  che detta “Modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN”.  Questo decreto è particolarmente importante perché delinea con chiarezza ed efficacia di norma l’assetto nuovo del servizio sanitario laddove diviene centrale la medicina territoriale, cui vanno dedicate funzioni , figure professionali, mezzi, risorse adeguate. Centrale perché – la presa in carico del cittadino deve avvenire attraverso strutture e servizi vicini al cittadino, –la prevenzione deve sempre più avere un ruolo prevalente per la buona salute della persona, – l’approccio deve essere sempre più di carattere sociosanitario in quanto il concetto di salute della persona è soggetto/oggetto di un contesto sociale, ambientale, produttivo,- il diritto alla salute incomincia con la nascita della persona e finisce con la sua dipartita.

In questa impostazione la cura clinica deve operare nei casi propri di acuzie da cui uno dei criteri generali di intervento è l’appropriatezza per la definizione della stessa diagnosi.

E’ evidente che la cura è tanto più efficace quanto più appropriata ovvero necessaria e non indotta. Questo approccio peraltro esalta e valorizza la cura e i suoi operatori specifici e non ne banalizza l’estensione forzata, favorendone l’efficace ricerca, certo dotandola  di figure adeguate, mezzi e risorse.

Volendo dare  spessore alla unitarietà e universalità del diritto alla salute risulta evidente per la efficienza ed efficacia della presa in carico della persona e della stessa opzione di cura , la funzione ,perfettamente dentro alla fondamentale continuità assistenziale, della riabilitazione.

Abbiamo cercato finora di prendere in esame il punto 3 della nostra riflessione quello relativo al nuovo assetto che dovrebbe prendere il servizio sanitario pubblico; sì perché ci pare quello su cui si sta cercando di più di operare a livello nazionale.

Se pensiamo ai punti 1 e 2 non c’è purtroppo da rallegrarsi . Infatti gli stanziamenti per la ricerca non hanno avuto quegli incrementi supernecessari, incrementi da tutti auspicati e sbandierati ma rimasti senza riscontro.  E questo francamente ci delude e tuttavia non si può demordere specie se un grande farmacologo ci sprona a batterci per una “medicina senza mercato”. “ L’epidemia da Covid 19 e la discussione che si è sviluppata attorno alle licenze sui vaccini, ci hanno drammaticamente mostrato che il nostro sistema economico, e in particolare l’istituto del brevetto e della proprietà intellettuale in campo medico, richiedono un prezzo alto da pagare in termini di monopoli e di disuguaglianze.  E’ possibile immaginare un futuro in cui tutti possano godere dei frutti della scienza e della tecnologia eludendo il salato pedaggio che il mercato ci chiede? E’ possibile ripensare la brevettibilità di cio’ che e’ necessario alla salute? “ Queste domande si pone e ad esse risponde nettamente Silvio Garattini, presidente dell’istituto di ricerche farmacologiche – IRCCS Mario Negri di Milano nel suo ultimo libro  “Brevettare la salute?” . A noi qui interessa citare tale libro   per esprimere la nostra condivisione con i propositi del Garattini ma soprattutto per esprimere l’urgenza di dare risorse, mezzi e personale per rafforzare la sanità pubblica e mettere un argine alla espansione di quella privata, troppo favorita da orientamenti e forze politiche sovraniste e populiste.

Dobbiamo sentirci tutti partecipi di un grande obiettivo, di un grande principio, della piena attuazione dell’art.32 della Costituzione,  dell’affermazione del diritto universale alla salute.

close

Rimani aggiornato

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Related posts
Salute

Le Case di Comunità come presidio territoriale fondamentale  

3 Mins read
Alla Salute è dedicata la Missione 6 del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.   Il Piano stanzia 15,63 miliardi in…
Salute

PNRR e distretti. Il riassetto della sanità in FVG li mette a rischio.

7 Mins read
Si aprirà una stagione di profonda riforma con l’emanazione degli standard organizzativo-strutturali dei Servizi Sanitari Territoriali, ma non è certo che si…