Cultura

Spigolature

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Il termine “Valore”-Tra gli innumerevoli usi del termine, limitiamoci ai più consueti: quello etico –morale, quello economico. Ambiti molto diversi tra loro, accomunati, però, da una stessa parola che poggia sul verbo “valere”, che è il latino “valère” il cui primo significato indica nella forza fisica, nella capacità di affermazione, aggiungerei, -militare- il suo pieno “valore”.  

– L’altro ambito in cui il termine viene ampiamente usato, è quello economico. 

L’economia, – ce lo ha insegnato una volta per tutte Carlo Marx-, è la grande protagonista dei nostri tempi, tant’è che sarebbe il caso, ricorrendo a Dante, di sostituire il celeberrimo” L’amor che move il sole e l’altre stelle “(Paradiso, XXXIII, v. 145) con un bruttissimo “’l denàr che …” E cade opportuno il riferimento a Dante, perché, come stiamo osservando in queste settimane, tra bombardamenti e manifestazioni per la pace, le preoccupazioni di ordine produttivo e, dunque, economiche, soprattutto nella nostra Regione, sono più che motivate. Ci poniamo e pongo la domanda: è possibile avvicinare il significato che assume la parola nei due ambiti principali di uso? Possiamo rendere il “Valore” come nobile ideale fermo nel tempo, tanto “capace”, tanto “valido” da attrarre, avvicinare al suo ambito il “valore” come valutazione di una merce? Facciamo un esempio: se, come ritengo, la lotta contro le disuguaglianze e la povertà è talmente importante da rappresentare un nobile anelito verso una più elevata civiltà, si può dire che il termine “Valore” ha abbreviato le distanze tra i suoi due usi. Viceversa, quando si costringe il cittadino a ricorrere alla sanità privata una, due volte etc., la distanza tra “Valore” come nobile ideale e “Valore” come valutazione di una merce, si dilata, si amplia e, in tal caso, siamo di fronte a un evidente “Disvalore “etico, ma “Valore” economico di indirizzo ultra-liberistico, esattamente l’indirizzo che alla Sanità sta dando la nostra Regione. Dobbiamo dunque stare molto attenti ai tanti che si riempiono la bocca di “Valori” e praticano i valori, cioè quei valori che Dante condanna individuandoli nel nascente “capitalismo” mercantile ( “La gente nova e i sùbiti guadagni; Inf. XVI,73). 

Piace finire questa spigolatura citando un poeta di grande valore, mandato a morire in un gulag in Siberia da Stalin che in una poesia del 1933 viene definito ”…montanaro del Cremlino,/le sue grosse dita sono grasse come vermi,/…(Osip Mandel’stam, L’opera in versi ,  cura e traduzione di Gario Zappi, Macerata, 2018). 

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