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Giornata internazionale contro la transfobia, omofobia e bifobia

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Dal 2004 il 17 maggio celebra la giornata internazionale contro la transfobia. omofobia e bifobia, in ricordo della storica dichiarazione dell’OMS del 17 maggio 1990 che eliminava l’omosessualità come stato di malattia mentale. Dichiarazione riconosciuta dalle Nazioni Unite e sottoscritta dal Parlamento Europeo nel 2007.

In Italia la libertà di espressione sull’identità di genere è una questione divisiva a causa di pregiudizi, di cattiva informazione e di mancanza di formazione che impediscono di affrontare la questione con strumenti di comprensione adeguati. Il Rapporto dell’OCSE ‘Society at a Glance ‘ del 2019, in merito all’atteggiamento delle persone con orientamenti sessuali diversi, assegna all’Italia il punteggio di 3, in una scala da 1 a 10. Lo stesso rapporto evidenzia come tale atteggiamento abbia ricadute negative per l’economia e la salute mentale di molte persone, vittime di attacchi omofobici. Un sondaggio dell’Unesco con ragazzi dai 13 ai 24 anni, pubblicato nel 2021, riscontra che il 54% delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo almeno una volta per il proprio orientamento sessuale o identità di genere.

La Circolare alle scuole

Sappiamo le polemiche suscitate dalla circolare del MIUR di quest’anno che invitava i docenti ad organizzare momenti di /*approfondimento con gli studenti sulla discriminazione, sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Certe compagini politiche hanno gridato al tentativo di diffondere la teoria gender nelle scuole. Teroria che non esiste perché si riferisce agli studi di genere che hanno ben altro fondamento, utilizzata solo per attaccare in modo ideologico le rivendicazioni dei movimenti LGBTI in nome di una presunta difesa della famiglia, intesa in senso tradizionale.

Consenso informato

Un altro argomento rivendicato dalla medesima compagine politica è l’invito ai genitori di pretendere che qualsiasi iniziativa proposta dalle scuole preveda il consenso preventivo informato dei genitori. A tale proposito bisogna ricordare che la Suprema Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ancora nel 2008 con l’ordinanza n. 2656 afferma che il diritto dei genitori ad educare i propri figli, deve comporsi con i diritti costituzionali di libertà di insegnamento e di obbligo ad andare a scuola. L’ordinanza ribadisce la legittimità della scuola di operare scelte didattche e di impartire un’istruzione anche non pienamente corrispondente alla mentalità e convinzioni dei genitori senza che alle opzioni didattiche così assunte sia opponibile un diritto di veto dei singoli genitori. ●lc

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