Cultura

Formazione iniziale dei docenti

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Il PNRR , nella missione n. 4 dedicata all’istruzione e alla ricerca, pone come ambito di intervento il ‘miglioramento del reclutamento e formazione degli insegnanti’. Per questo è stato varato il Decreto Legge n. 36 del 30.04.2022. Il testo non innova, come sarebbe stato logico aspettarsi nella logica del PNRR, ripropone invece vecchie logiche e vecchi provvedimenti a carattere transitorio, con sanatorie per il reclutamento e il rinvio al 2023, cioè dopo le elezioni, di alcuni provvedimenti, che verranno cassati o cambiati dal governo che sarà in carica.

Cosa prevede il Decreto Legge n. 36

Attualmente si prevede: un sistema di formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria di 1° e 2° grado articolato in un percorso universitario abilitante con prova finale corrispondente a:

– 60 crediti formativi, comprendenti il tirocinio, acquisibili: 1) dopo la laurea magistrale, 2) durante la laurea magistrale o negli ultimi due anni della laurea magistrale a ciclo unico, 3) durante la laurea triennale.

-30 crediti formativi acquisibili dopo il superamento del concorso per chi ha 3 anni di servizio nella scuola statale. Va notato che nel decreto quest’ultima possibilità è permanente, NON è definita come transitoria, a differenza di quanto è affermato nel comunicato del Ministero.

In fase transitoria, fino al 31/12/2024,si può accedere al concorso con una formazione iniziale di soli 30 crediti formativi e acquisire gli altri 30 dopo il superamento del concorso.

Considerazioni

La docenza è non è una professione? Se lo è bisogna smetterla di considerare gli insegnanti allo stesso modo degli impiegati e riconoscere lo status di professionisti, superando la diffusa convinzione di stampo gentiliano ‘chi sa, sa anche insegnare’. E’ opportuno invece richiamarsi a Salvemini che poneva per i docenti la necessità di una solida preparazione pedagogica, didattica e un sistema di tirocinio pratico o assistantato (come lo definiva).

Se la docenza è un professione è necessaria una specifica preparazione, come per le altre professioni, con un’apposita laurea magistrale, con un biennio specialistico dopo la laurea triennale, al posto di crediti acquisibili in modi discutibili.

Proposte

Condivido le proposte di ADI (Associazione docenti e dirigenti italiani):

– Nella formazione iniziale del segmento 0 – 6 anni la formazione non va differenziata tra formazione degli educatori e quella dei docenti della scuola dell’infanzia;

– Oltre un’apposita laurea magistrale, è auspicabile la medesima formazione iniziale per i docenti della scuola primaria e secondaria, con possibilità per i docenti di scuola primaria di accesso al biennio specialistico anche se si proviene da altre lauree triennali. E’ opportuno che il tirocinio sia inserito nel biennio specialistico e che sia abilitante.

– Reclutamento collegato alla formazione iniziale con iscrizione in un albo regionale, della propria regione o di un’altra, purché sia l’unica scelta dopo il conseguimento della laurea abilitante. Gli albi regionali dovranno rispondere a standard professionali nazionali, utili anche per la valutazione della laurea abilitante.

Ciò darebbe la possibilità alle scuole di assumere i docenti necessari ricorrendo a questi albi regionali, superando in questo modo la storica precarietà e i tempi di attesa dei vari concorsi ed evitando che non si accumuli il tanto deprecato precariato con le relative pretese di sanatorie e la continua riproduzione delle graduatorie degli idonei. I nuovi concorsi se indetti ogni volta che si è in presenza di posti vacanti stabili, non dovrebbero generare code, sottraendo la supplenza alla ‘raccolta punti’ che valorizza l’anzianità e non la qualità, alimentando aspettative anche quando non ne esistono le condizioni. ●lc

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