Cultura

Lo sciopero della scuola

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Il 30 maggio il personale della scuola ha scioperato. Indetto dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal, ha visto l’adesione di 1 docente su 5. Le rivendicazioni alla base della protesta sono molteplici, sinteticamente riassumibili con la protesta contro il nuovo sistema di reclutamento (D.L. 30 30.04.2022 cosiddetto PNNR2), la rivendicazione del rinnovo contrattuale con risorse adeguate e dello stralcio delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione.

L’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021 per il personale del comparto dell’Istruzione e della Ricerca

E’ opportuno considerare questo documento, firmato il 10 maggio 2022 dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. L’atto definisce gli indirizzi relativi al rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 per il personale della scuola non dirigente. Su tale documento si basano le trattative tra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati, partite il 17 maggio.

Nella parte generale del documento si dichiara che ‘si provvederà a disciplinare un sistema strutturato di formazione per tutto il personale; a valorizzare il personale, anche attraverso forme di incentivazione alla formazione e all’impegno nelle attività di sostegno all’autonomia scolastica; a rivedere i sistemi di classificazione professionale individuando soluzioni innovative orientate all’adeguamento dei processi lavorativi e alla valorizzazione delle professionalità necessarie per lo svolgimento delle attività di ricerca, formazione, gestione e trasferimento, in un mutato contesto sempre meno ingessato, ma più dinamico, qualificato e internazionale. Valuterà l’ARAN in tale rivisitazione le modalità ritenute più idonee per la valorizzazione di posizioni e ruoli non dirigenziali per i quali siano richiesti più elevati livelli di autonomia e responsabilità gestionale e/o più elevate competenze professionali o specialistiche…’

Purtroppo tali interessanti ed innovative dichiarazioni sono decisamente smentite nei contenuti relativi alle singole sezioni.

Per quanto riguarda la sezione Scuola si dichiara che la formazione continua è un diritto e un dovere del personale scolastico che si esplica nell’orario di servizio. Si potranno prevedere ore di formazione obbligatoria, fuori dall’orario di lezione senza risorse aggiuntive. Si parla di ‘riconoscimento delle competenze maturate nell’ambito degli sviluppi di valorizzazione professionale’. Ma il documento resta vago, con affermazioni generiche. Ci si sofferma solo sulla rivisitazione delle funzioni di sostegno dell’autonomia scolastica a cui si attribuisce valenza strategica, specificando tuttavia che ‘gli incarichi connessi alle predette funzioni non dovranno comportare l’esonero dall’insegnamento e ulteriori oneri.’

Siamo ancora ben lontani da un sistema della professionalità docente basato su una leadership diffusa, costruita differenziando la carriera docente, con lo sviluppo di più percorsi, dentro e fuori la scuola, con proprio stato giuridico e livelli retributivi differenziati. E pare non interessi un reclutamento dei docenti che assicuri la loro assunzione in base alle reali esigenze, senza continuare con il precariato e le conseguenti misure di stabilizzazione che sviliscono la professionalità docente. Ma di questo se ne è già parlato. ●lc

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